sabato 21 dicembre 2013

Waiting for Chuck

5 - Survivor (Chuck Palahniuk)

Ho scelto Survivor, ma poteva benissimo essere Invisible Monsters. Poteva essere anche Soffocare, probabilmente non sarebbe mai stato Fight Club, una scelta ottima senza alcun dubbio, ma troppo scontata.

Palahniuk si fa conoscere al mondo (negli USA era già molto noto) al momento dell'uscita del film con Ed Norton e Brad Pitt, tratto da uno dei suoi primi 4 romanzi, in serie, uno dietro l'altro, uno più bello dell'altro.
Sarcasmo, critica ai cardini della società americana, la capacità di concentrare l'attenzione su aspetti diversi in ogni libro senza perdere di credibilità e personalità.

Una scrittura al tempo stesso fluida ma efficace, trame affatto banali e finali di quelli che lasciano il segno. Nel caso di Survivor poi, l'espediente delle pagine al contrario, legato al succo della storia. Non si tratta di un gioco fine a sé stesso, inserito nel libro solo per attirare un lettore incuriosito. La trovata è davvero efficace e calzante ai fini della lettura e ti consente di immedesimarti sempre più in un inesorabile conto alla rovescia verso la fine. 

I temi affrontati dallo scrittore di origini armene sono molteplici, personalmente credo sia un vero peccato constatare come, dopo i primi 4 le sue storie abbiano perso almeno una parte di quella che è stata la sua originalità e forza narrativa. La sua enorme produzione mi ha fatto ricordare quanto successo tanti anni fa con Stephen King, del quale si cominciò a vociferare che si facesse scrivere i libri, visto anche il non trascurabile calo della qualità degli stessi. Spero non sia davvero così, forse sono solo malelingue, rimane il fatto che in quegli anni in cui è stato capace di scrivere Survivor, Invisible Monsters, Fight Club e Soffocare, l'ho adorato come nessun altro scrittore, divorando ogni pagina che riuscisse a scrivere, ma quello che mi piaceva di più è che insieme ad una feroce critica, ti lasciava aperti spiragli in cui si insinuasse il dubbio, il barlume di una speranza in cui rifugiarsi per sfuggire a tutti.

Stiamo aspettando il tuo ritorno, Chuck.
Chiama una ragazza e mi domanda, "fa molto male morire?". Be', tesoro, le dico, sì, fa male, ma fa molto più male continuare a vivere.
The Doors - Riders on the storm 

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