lunedì 16 dicembre 2013

Stupido è chi stupido fa

10 - Come sono diventato stupido (Martin Page)

Un libro che consiglio molto volentieri, non solo perchè mi piace. Perchè è sconosciuto ai più, perchè non si trova facilmente (lo trovate solo nelle librerie in cui è un "fondo" di magazzino, almeno fino a qualche tempo fa quando chiedevi di ordinarlo rispondevano che era in ristampa, tempi imprecisati...). Adesso con Amazon tutto è possibile, ma quell'alone di irreperibilità mi ci ha fatto affezionare molto.

Ovviamente non si tratta solo di questo. A cominciare dal principio, quando lo scrittore rivela al lettore che il libro, nonostante tutto, avrà un lieto fine, rompendo una delle regole principali di ogni storia raccontata: saprete già come va a finire. Ma questo non riuscirà a rovinarvela, anzi. Nelle poche pagine che vi separareranno dall'epilogo sarà un susseguirsi di tentativi per dimostrare che la fine sarà diversa, per instillare in voi il seme del dubbio, in modo tale che pensiate che l'autore vi stava prendendo in giro.

Ho letto apprezzamenti (molti) all'idea che sta alla base del libro, per l'idea stessa e per come è scritto, intriso di uno humour che ricorda quello di Woody Allen. L'idea in effetti non mi pare "vecchia". Un uomo, afflitto da "troppa intelligenza" soffre davanti ad un mondo che non lo comprende, che lui non riesce a comprendere, fatto di superficialità e stupidità. La sua via per andare avanti è in prima istanza l'alcol, poi pensa al suicidio.
A fronte delle critiche positive alcuni si sono scagliati ferocemente contro la storia, indisposti dal considerare l'intelligenza un problema, un difetto. Qui, a parer mio, intelligenza è un termine molto ampio che riguarda da vicino specialmente la sfera personale, l'acume, la sensibilità, la curiosità intellettuale, che rendono Antoine sempre teso a cercare qualcosa in più, qualcosa di diverso, fanno si che appena trovato qualcosa pensi immediatamente al passo successivo, senza godersi un attimo il risultato.

Forse dopotutto è vero che non è così originale. A chi non è mai capitato, anche raramente, di sentirsi così? O forse è proprio per questo che ho inserito questo romanzo qui dentro: parla di qualcosa che noi tutti abbiamo presente e per questo lo sentiamo molto vicino...
Die Antwoord - I fink u freeky

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