Questo è un libro strano. Strano al punto che l'ho affrontato 3 volte prima di riuscire a leggerlo tutto e apprezzarlo a pieno.
Non è una lettura semplice, nonostante sia ben scritto e nient'affatto noioso. Si tratta inoltre di una autobiografia della vita dell'autore, morto prematuramente nel 1991.
Quello che colpisce, insieme alle avventure narrate è il tema, inserito nel contesto storico cui si riferiscono i fatti. La droga permea ogni pagina di questo romanzo che si svolge nel pieno "dell'effervescenza hippie" (cit. Wikipedia) e attraversa tutto il medio oriente fino ad arrivare a Kathmandu con ogni mezzo di locomozione immaginabile.
Quello che affascina, oltre alla narrazione di un fenomeno di "costume" come il movimento hippie, è lo spaccato reale quanto particolareggiato della vita, di luoghi così diversi dal nostro, soprattutto relativamente all'epoca in cui sono rappresentati.
E se chi legge è stato a Marsiglia, Beirut, Istanbul, Baghdad o, soprattutto Kathmandu, non può che rimanere stregato da queste pagine. Probabilmente questo romanzo è qui dentro perchè io sono stato in Nepal, per quanto mi è piaciuto e perchè riesco meglio ad immaginare certi luoghi, anche con un salto temporale di circa 50 anni.
Ma del resto, non siamo qui a cercare di capire il perché, la classifica è personale, quindi quest'aspetto è del tutto rilevante...
Giuda - Number 10
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