18 - Chiedi alla polvere (John Fante)
Ci sono arrivato tardi a Fante, lo confesso. Come molti adolescenti appassionati di letteratura ho divorato tutto il Bukowski esistente al mondo, narrativa e poesie e solo dopo un bel po', incuriosito dal suo continuo citare questo figlio di emigrati italiani come il suo Dio, ho deciso di leggere anche Fante.
Ho capito perchè Bukowski lo idolatrava tanto.
Fante è stato l'ispiratore di ogni vicenda e peripezia vissuta da "Chinaski", solo che arrivava decenni in anticipo. Lo sfondo, nella California della Grande Depressione, è quel mondo di povertà ed espedienti in cui si cerca di trovare la propria strada, annaspando tra un negozio di liquori, un amore difficile e la difficoltà legata alle classi sociali.
Nei suoi libri (ma in questo specialmente) non manca nulla di tutto questo: la difficoltà di conciliare la vita di ogni giorno con i sogni e le aspettative di una vita migliore.
Non c'è molto bisogno di immaginazione per Fante, Arturo Bandini, il protagonista, è semplicemente il suo alter-ego e vive una vita non troppo diversa da quella che tocca a lui da quando dopo un'adolescenza turbolenta in Colorado si trasferisce a Los Angeles.
Come già per Mc Inerney (vedi il post di ieri) anche in Fante ho apprezzato la rottura di cui ha saputo essere artefice rispetto a quello che era la scrittura in quel momento.
E poi, un filo di patriottismo, dopotutto, praticamente è italiano...
Interpol - Evil
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