Spesso penso sia soltanto questione di volume.
Ci sono situazioni in cui è richiesto, direi quasi dovuto, alzare il volume, un po' come quando lo stereo passa una canzone che ti piace e alzi indefinitamente, per goderti l'ascolto il più possibile. In queste situazioni tenere il volume basso potrebbe significare perdere dei pezzi, non godersi appieno una esperienza. Potrebbe voler dire che non si riesce a mantenere la schiena dritta, quando è l'unica cosa che si deve fare.
Ci sono invece altri momenti in cui è bene tenerlo basso questo benedetto volume, perché alzarlo non servirebbe a niente, perchè è il modo migliore per porsi e per rispondere. Il volume basso.
Date un po' voi il significato che volete a queste poche parole, ma credo che la differenza tra fare qualcosa (in più) di giusto o non farne affatto sia tutta in questa scelta: quando e come decidiamo di ruotare la "manopola" del volume a dx (alzare) oppure a sx (abbassare). Un gesto semplice, come lo sono tutti quelli che ognuno di noi compie ogni giorno, a volte inconsapevolmente, ma che determinano molte conseguenze.
Di come ci sentiamo e di come veniamo percepiti dagli altri.
Oggi metto l'inizio di un bellissimo film di Woody Allen, uno di quelli in cui lui recita e la sua gestualità, i suoi movimenti, la sua mimica facciale sono tra le cose che rendono il film degno di essere visto.
Io e Annie
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