lunedì 8 dicembre 2014

Stream of consciousness

Oggi dedico il post interamente al brano del film che segue.
È un brano che mi piace da matti, in un bel film, certamente non eccezionale però.

Ogni volta che lo rivedo penso alle capacità di Robin Williams, penso che non può essere un caso se alcuni dei monologhi più affascinanti della storia del cinema li ha interpretati lui. Non può essere fortuna di imbattersi in uno sceneggiatore bravo.
Non può essere solo quello.
Recitare è assolutamente questo, mettere qualcosa di assolutamente ed esclusivamente tuo in quelle parole che dici, facendo in modo che tutti pensino che nessuno avrebbe potuto dirle così, facendoti dimenticare che si tratta di finzione. Portandoti lì, di fronte a loro, come si trattasse di un dialogo tra persone reali.
E ti scopri a trattenere il fiato, a non deglutire per non rovinare il momento, per non interrompere quel flusso di parole che ti arriva in faccia come un pugno, un pugno di quelli che però fanno bene.

È la summa dell'atteggiamento positivo che, io credo, ognuno di noi dovrebbe avere. È una esortazione a non giudicare, MAI.
A non porsi su un piedistallo, che poi a cadere si fanno brutte figure.
È un invito a mettersi in gioco, sempre. Anche se può far paura, anche se può sembrare un rischio inutile.
È la dimostrazione che ci si può rendere vulnerabili, senza per questo apparire deboli, ma anzi, uscirne più forti di prima.
È la prova finale che a mostrarsi per come si è veramente, per quanto possa essere difficile, per quanto a volte possa fare male e possa sembrare non ne valga la pena, ma alla fine si vince sempre. 

Almeno con sè stessi, la cosa che conta di più in assoluto.

Will Hunting - Genio Ribelle

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