martedì 16 dicembre 2014

Momenti di trascurabile felicità

Le cose per cui vale la pena vivere sono tante. 
Pur immersi in un mondo che non funziona come vorremmo, in una società che va nel verso sbagliato, ci sono tante piccole cose per cui vale davvero la pena vivere. 
Non parlo delle grandi cose che, ognuno a modo nostro, potremmo inserire in una ipotetica lista.
Parlo di quei momenti personali, intimi e trascurabili se volete che ti mettono, seppur temporaneamente, di buon umore (leggete a tal proposito "Momenti di trascurabile felicità" di Francesco Piccolo).
Parlo di quando il tuo sguardo è attirato dal telefono che si illumina e ti è appena arrivato un messaggio che aspettavi, o semplicemente quello di una persona che ti fa piacere sentire.
Parlo di quando indossi un giaccone dopo molto tempo, metti le mani in tasca e trovi dei soldi rimasti lì non si sa come, non si sa quando. Non importa quanti sono. Sono soddisfazioni.
Parlo di quando ti infili sotto il getto caldo della doccia, magari dopo una giornata all'aperto, tutto infreddolito.
O di quando invece scarti un cioccolatino e lo mangi, o il primo boccone del tuo piatto preferito.
Parlo semplicemente di quando il venerdì sera stacchi da lavoro e ti aspetta magari un weekend lungo, di quelli con il lunedì festivo.
O di quando ordini qualcosa su internet e senti il suono del corriere che suona e finalmente ti recapita il pacco.
Parlo di tutti quei momenti per cui parlare di felicità sembra davvero uno spreco, ma sono quelli che ti fanno cambiare la sensazione di aver trascorso una giornata positiva, piuttosto che una buttata completamente.
Quei momenti che non passeranno alla storia, ma senza i quali non esisterebbe alcuna storia.
La nostra.

A tutti questi momenti dedico il film di oggi, del genio cinematografico più assoluto che ci sia, in piedi, tocca a Woody Allen.

Manhattan

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