venerdì 14 febbraio 2014

Partire

Ho appena finito la classifica, ma mi scappa di scrivere. Quello che succede intorno, affatto vicino alla nostra vita di ogni giorno, ma al tempo stesso parte fondamentale della nostra esistenza, mi "obbliga" a scrivere.
Un post che stavolta sa di urlo.
Un urlo che significa talmente tante cose che faccio anche fatica a identificarle.
Significa rabbia, certo.
Ma significa anche senso di impotenza.
Significa disgusto.
E significa anche vergogna.

Tralasciamo l'aspetto ludico del SUPEROSPITE della serata finale di Sanremo: Ligabue. Non ho mai nascosto di guardare, qualche volta Sanremo per la curiosità di ascoltare, magari, qualcosa di nuovo. Da anni non lo guardo più. Vedere un festival che ha avuto tra gli ospiti i Queen, Bono e The Edge, gli Smiths, Bowie, i Depeche Mode, Paul Mc Cartney, Madonna e tantissimi altri che ora si riduce a Ligabue. 
Credo ci sia poco altro da aggiungere.

Ma chi se ne frega di Sanremo alla fine. C'è molto di peggio. 
Purtroppo è vero, c'è molto di peggio.

In questi giorni torna fuori prepotentemente la vicenda marò e come ogni volta mi incazzo come una bestia per come lo stato italiano sta gestendo questa incresciosa situazione. Io a pensare a questa cosa vado via di cervello: DUE ITALIANI TRATTENUTI IN INDIA DA DUE ANNI SENZA LO STRACCIO DI UNA INCRIMINAZIONE
Con l'India che temporeggia rimandando di continuo, il nostro governo (quello del momento, visto quanti ne sono passati) che assiste impotente nonostante tutte le dichiarazioni di facciata e, adesso, l'ultima beffa: l'ONU, quella organizzazione tanto potente quanto inutile, che dichiara trattarsi di una questione tra due stati.
Ma se l'ONU non interviene in questi casi quando mai potrà mettere bocca su qualcosa. Poi sento parlare di togliere i fondi alle missioni antipirateria: MI PARREBBE IL MINIMO.
E la Bonino che fa l'indignata mentre riferisce in parlamento. Devi ribaltare il tavolo all'ONU, nei colloqui col governo indiano e con tutti gli altri politici europei, che dichiarano solidarietà a parole ma nei fatti ci lasciano soli.
Smetto di parlarne che mi va il sangue al cervello....me ne va troppo.

Poi penso al nuovo governo che domani DOVREBBE vedere la luce (è comunque questione di ore).
Penso alle parole di Renzi che qualche giorno fa diceva che senza elezioni non andava al governo.
Penso che gli ultimi 3, dico 3, governi non sono stati eletti dal popolo italiano (vado a memoria, magari sbaglio, in ogni caso non mi pare un dettaglio di poco conto).
Penso a Napolitano che dice che andare alle urne è fuori discussione (mai visto così fermo e deciso da quando siede su quella poltrona, lui, così fedele alla costituzione).
Penso a tutte queste cose e mi incazzo come una bestia da capo, senza soluzione di continuità.
Ma possibile che a nessuno sia passato per l'anticamera del cervello che questo popolo di votanti, già pesantemente provato da anni di malaffare in politica, si sente preso in giro, defraudato dell'unica parvenza di arma che gli era rimasta in mano, quell'arma che molti si erano già stancati di usare, il voto?
Nessuno si rende conto che questo modo di fare politica non fa altro che rinfoltire il seguito dell'antipolitica, con tutto ciò che si porta dietro?
Renzi avrebbe probabilmente vinto le elezioni, questo credo lo sapessero tutti (ed è il motivo per cui sono tutti d'accordo per fare sto governo truffa). Si può discutere all'infinito sull'opportunità o meno di andare al voto adesso, senza una legge elettorale, in questa particolare situazione del paese (e volutamente non voglio entrare nel merito, non ne ho nemmeno le competenze a onor del vero), ma anche nel caso in cui il voto non sia una soluzione percorribile si fa andare avanti Letta (con un rimpasto o qualunque altra diavoleria vogliate trovare). 
Perchè non c'è altra alternativa se si vuole mantenere un briciolo di credibilità nei confronti della gente, almeno di quella che ragiona col proprio cervello, comunque la pensi, senza essere schiavi di logiche di partito.
Annientato, Incazzato, Disgustato.
Poi stasera la mazzata finale.
Leggo che è partito il totoministri e, DULCIS IN FUNDO, parlano dei candidati alla carica di Ministro della Cultura. Il principale indiziato è un nome che non ricordo (lo confesso), ma parlano di forte candidatura di...

ALESSANDRO BARICCO.

Alla cultura.

ALLA CULTURA.

Così si mette in mostra anche lì.

Vabbè, potevate dirlo prima che c'era da comprare un volo sola andata per l'isola di Pasqua.

Kings of Leon - Closer

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