giovedì 6 febbraio 2014

Drowning Man

7 - Jeff Buckley - Grace

Nonostante non sia un album "da grande pubblico" ha riscosso un buon successo, forse anche a causa della prematura morte dell'artista, oltretutto avvenuta in circostanze tutt'ora poco chiare, con un annegamento nel Mississipi.

Ricordo che non conoscevo bene Jeff Buckley, ne avevo distrattamente sentito parlare in quel periodo in cui, lavorando in una radio pratese, cercavo musica nuova e diversa da passare durante le mie ore di programmazione settimanale. Avevo più o meno carta bianca sui contenuti e potevo permettermi di attraversare ogni genere o epoca musicale, come piace a me.
Un "collega" estrasse dalla collezione di cd della radio questo capolavoro e mi disse di ascoltarlo attentamente che non me ne sarei pentito.

Aveva ragione.

Un disco che risulta anche difficile da commentare e valutare tanto è diverso da tutto quello che aveva intorno in quel periodo, ma anche da quello che viene dopo. Un disco che DEVE piacerti anche se ascolti musica completamente diversa, perchè il modo con cui Jeff Buckley distorce le canzoni utilizzando la sua voce, capace di essere sommessa per poi arrivare a picchi insospettabili, conferendo ad alcuni brani addirittura una dimensione spirituale e mistica. 
All'interno si trova Hallelujah, un pezzo scritto in origine da Leonard Cohen e già cantato da molti altri, ma elevatosi al ruolo di simbolo solo dopo l'interpretazione di Buckley.
La molla di tutto il lavoro è il rapporto controverso di Buckley con la compagna, l'attrice Rebecca Moore, cui ha dedicato numerosi brani presenti nel disco ed anche altri che poi ne sono rimasti fuori. 



Per le influenze che ha avuto su chi lo ha seguito e per la forza della voce è sicuramente uno tra i dischi più importanti degli ultimi 30 anni e chissà cosa ci avrebbe ancora regalato JB se il Mississipi non se lo fosse portato via. Dobbiamo purtroppo accontentarci di questo lavoro e capire che, se qualcosa dopo di esso ci ha intrigato in tanti altri artisti, un pizzico di influenza dipende anche da questo. 

Se c'è una cosa che fa capire quanto un artista abbia veramente un posto di diritto nella storia della musica, credo che questo sia il parere dei suoi colleghi, che in proposito si sono espressi in maniera inequivocabile. Robert Plant, Bob Dylan, Damien Rice, sono solo alcuni che hanno speso parole entusiastiche per la sua opera, fino a questa, emblematica, frase di Bono:

« Jeff Buckley era una goccia pura in un oceano di rumore»

Poggio: Last goodbye, struggente ed incalzante e Hallelujah, per l'interpretazione straordinaria.

Buca: So real, per gusto strettamente personale.

Jeff Buckley - Last goodbye

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