lunedì 10 febbraio 2014

Minima Immoralia

3 - Franco Battiato - La voce del padrone

Quando si parla del maestro Franco Battiato mi soffermo sempre un attimo.
Credo che sia opportuno farlo anche in questo caso, visto e considerato che siamo arrivati sul podio.

Se avete seguito tutta la classifica avrete notato come la musica italiana sia presente in netta minoranza (anche se prende due tra le posizioni più importanti in assoluto). Questo non significa che non la ascolti, significa solo che Battiato ed i Bluvertigo hanno talmente monopolizzato il mio database musicale italiano che non rimane molto tempo e spazio per qualcosa di diverso. 



L'amore per la musica di Battiato è qualcosa di vecchio e nuovo al tempo stesso. Vecchio, perchè lo ascolto praticamente da sempre e nuovo perchè ognuno dei suoi dischi ha saputo, a modo suo, rinnovare la proposta musicale dandoti l'impressione di ascoltare qualcosa di nuovo ogni volta. E vale lo stesso ancora oggi. Quest'album rappresente un po' il simbolo del successo commerciale (e di critica) dell'artista siciliano, è stato il primo disco italiano a superare il milione di copie vendute. 

La cosa paradossale è che di tutta la sua produzione musicale, le canzoni famose presenti in questo lavoro sono in assoluto quelle che ascolto meno volentieri, forse perchè inflazionate, forse perchè le sanno tutti, forse perchè credo che Battiato lo si apprezzi molto meglio ascoltando brani diversi rispetto a quei tre, brani che, ad esempio, sono dentro questo stesso album. Il sentimiento nuevo, Gli uccelli e Summer on a solitary beach sono assolutamente capolavori, per la costruzione, i testi, i temi affrontati.
Una cosa che ho sempre pensato di FB è: avete mai ascoltato una qualunque canzone che contenga versi come "il senso del possesso che fu pre-alessandrino" o i "codici di geometria esistenziale" de Gli uccelli?
Nessuno mai, non solo in Italia, è riuscito a musicare certe parole, a renderle armoniose contornate dalle note. Riesce a rendere la musica colta appetibile al grande pubblico grazie anche al suo modo di fare e di porsi del tutto unico.
Uno dei suoi ultimi concerti cui ho avuto la fortuna di assistere lo ha interrotto nel bel mezzo di "Voglio vederti danzare" (mentre tra l'altro stava improvvisando un balletto che, non fosse stato lui, era da comiche...) per spiegare a TUTTO IL PUBBLICO, cosa significhi il ritmo 7/8.
Oltre a tutto questo, anche il merito di aver riscoperto bellissimi classici tornati con lui attuali (attraverso l'operazione Fleurs) e collaborazioni musicali straordinarie, come l'ultima con Anthony and the Johnsons.

In un concetto, la musica italiana è come è grazie a Franco Battiato. Vi assicuro che senza di lui sarebbe stato molto, ma molto peggio.

Poggio: Detto di Cuccurucucù, Il centro di gravità permanente e Bandiera bianca impossibili da non citare, mi sembra doveroso inserirci anche Il sentimiento nuevo, Summer on a solitary beach e Gli uccelli, ormai comunemente annoverate tra i suoi capolavori.

Buca: l'unica che veramente non mi ricordo affatto dell'album è Segnali di vita, non deve essermi parsa memorabile evidentemente...

Franco Battiato - Il sentimiento nuevo

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