domenica 2 febbraio 2014

Era mancino, anche lui.

11 - David Bowie - The rise and fall of Ziggy Stardust and the spiders from Mars

Ho inserito quest'album come emblema della intera produzione musicale del duca bianco.
Non aver visto Bowie in concerto (visto che ora non ne fa più...) rimane una delle cose che mi dispiace di più non aver fatto, perchè, a differenza di molti altre pietre miliari della musica che per ragioni anagrafiche non avrei comunque potuto vedere, Bowie ha interrotto i suoi concerti dopo che avevo già cominciato a spendere stipendi per vedere gruppi e solisti...

Ho scelto questo lavoro perchè è un concept album in cui il duca ripercorre idealmente tutta quella che è la parabola di un artista, la sua ascesa (fulminea?) e la sua caduta, tanto più fragorosa quanto irrefrenabile è stata l'ascesa. Il tutto di fronte ad un mondo "sull'orlo dell'apocalisse" in cui l'unica speranza la si può riporre su di lui, Ziggy.



In quegli anni le figure di Ziggy Stardust e Bowie erano praticamente indistinte ed i giochi di capigliatura ed abbigliamento hanno contribuito non poco ad identificare l'artista col personaggio che ha creato, ma hanno molto aiutato anche la realizzazione commerciale del suo lavoro. In parte questa identificazione gli si è ritorta contro al punto che ha dovuto inscenare il ritiro di Ziggy durante un concerto a Londra nel 1973.
Anche in questo DB è stato un precursore, è riuscito a capire come e quanto valorizzare quello che faceva, in modo che avesse risonanza a livello mondiale.
Questo disco è stato il manifesto del glam rock, una frangia fatta molto più di atteggiamenti e abbigliamenti che non di contenuti, ma assolutamente significativa nella storia del rock in generale.
La grandezza di Bowie, in generale, è stata proprio lì, non si è mai identificato con un genere, con una corrente o un modo di fare musica: ogni disco non sapevi mai cosa aspettarsi, riusciva di volta in volta a reinventarsi con soluzioni diverse (per la verità non sempre convincenti, soprattutto negli ultimi anni). Ma la sua grandezza sta nella ricerca che non si ferma mai.

Poggio: Ziggy Stardust ovviamente, ma anche Starman, forse addirittura più nota al grande pubblico.

Buca: Soul Love, decisamente.
David Bowie - Ziggy Stardust

Nessun commento:

Posta un commento