16 - Nick Drake - Pink Moon
Molto probabilmente pochi, pochissimi di voi, conosceranno Nick Drake.
L'artista inglese (ma nato in Birmania) ha sempre goduto di poco seguito in vita, salvo venire solo parzialmente riscoperto ed apprezzato dopo la sua prematura morte, avvenuta a metà degli anni 70.
E' un vero peccato che Drake non abbia ottenuto il successo che merita perchè si tratta di un vero fenomeno musicale. In 27 anni di esistenza produce appena 3 album che, ad oggi, gli sono sufficienti per ricordarlo come uno dei più grandi innovatori, per la musica che ha prodotto e per lo stile con cui riusciva a suonare ed accordare la sua chitarra, ogni volta in maniera diversa a seconda del pezzo che doveva suonare.
Se parlate con chi suona la chitarra acustica rappresenta una specie di icona.
La mia, tardiva, scoperta di Drake è legata a Roberto Angelini, cultore assoluto della sua musica, cui ha dedicato un intero disco di cover. Dopo aver ascoltato queste cover rimasi incuriosito da questo modo di suonare e cominciai ad ascoltare Drake.
Non si tratta di una folgorazione. Non è il rock che ti entra dentro coi suoi riff e che ti fa sentire il bisogno di alzare il volume.
E' musica delicata, che ti si avvicina in punta di piedi e si fa piano piano largo nella tua testa fino al punto in cui ti rendi conto che ne sei completamente dipendente. E' qualcosa che non avete mai sentito e che, purtroppo, non sentirete molto facilmente. Quei tre dischi sono l'unico lascito e dobbiamo farceli bastare: solo chitarra acustica, qualche passo sporadico di pianoforte e la flebile voce di Nick.
Non serve molto altro.
Poggio: molte, ma sceglierei Pink Moon e Place to be.
Buca: non riesco a trovare qualcosa di poco riuscito...
Nick Drake - Pink moon

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