venerdì 24 gennaio 2014

Prodigio hardcore

20 - The Prodigy - The fat of the land

Uscì il 1 luglio del 1997, con una forza dirompente che squarciò il panorama musicale dell'epoca, ancora poco pronto a musica di questo tipo. Solo qualche mese prima infatti erano usciti i primi lavori importanti dei Chemical Brothers ed il primo album dei Daft Punk, che avevano (ed hanno) comunque sonorità diverse.
I Prodigy, in questo lavoro hanno saputo fondere abilmente punk, elettronica, hardcore e rock, con un'opera di sdoganamento al grande pubblico inimmaginabile per l'epoca.

Seppero unire alla forza della musica delle immagini talmente forti che ancora oggi i loro video (in special modo Smack my bitch up e Firestarter) sono vividi nella mente di chi ha vissuto quel periodo.
Un mese dopo l'uscita del CD mi ricordo di essere andato a Londra per l'estate e credo di aver ascoltato soltanto Prodigy per tutte le 5 settimane di lavoro in suolo inglese. Riuscivo ad ascoltare Firestarter anche la mattina, mentre assonnato salivo in metro per andare a lavoro. Era la benzina che serviva per affrontare la giornata e questo ha rappresentato per molti di quelli che li hanno adorati in quel periodo.
Purtroppo è rimasto un caso quasi isolato nella loro carriera, ma l'importanza di questo album la si apprezza anche dai lavori di remix anche di band importanti, che sono stati fatti negli anni seguenti.

Poggio: Firestarter, la preferisco anche a Smack my bitch up, per la forza con cui deflagra, perchè è musica da rave party spiegata al grande pubblico. Perchè vedendo il video potevi rimanere per giorni con gli incubi pensando a Keith Flint che sbucava, nel buio, da un tunnel della metropolitana. ANGOSCIANTE.

Buca: Narayan, la meno riuscita dell'album con quei 9' di delirio elettronico sono oggettivamente troppi!
The Prodigy - Firestarter


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