Comincia tutto in sauna, dopo quei fugaci minuti in palestra all'ora di pranzo, in cui sudi cercando di mantenere (o recuperare?) una forma fisica decente. Decidi di concederti pochi minuti di quel dolce supplizio a 90°C, che, pare, faccia molto bene alla circolazione.
In quel piccolo spazio chiuso, con un caldo asfissiante, cominci a pensare che avresti voglia di esprimere qualche pensiero che non sia limitato ai 160 caratteri di twitter, alle poche ed inflazionate righe di facebook o ad un esile stato di google talk. Avresti bisogno di un contraddittorio più elevato fatto di gente che consapevolmente decide di affrontare un argomento, che ne parla in maniera consapevole senza abbandonarlo dopo pochi commenti, magari lasciandolo a metà.
Lo scambio è azzerato, la cultura si scambia per nozionismo e tutto si perde nei commenti sul calcio (sono colpevole, lo ammetto!) o sull'ultimo fidanzato di Belen.
E allora, in punta di piedi, all'inizio senza dirlo a nessuno, quasi per vergogna, ma assecondando le parole cui non hai più voglia di mettere un freno, lasci che sgorghi tutto fuori, liberamente. Senza un progetto preciso, solo per il gusto di scrivere e vedere che, piano piano, hai prodotto qualcosa.
E allora si ritorna alla sauna, dove magari mi verranno a mente argomenti su cui avrei voglia di dire la mia, liberamente.
In realtà c'è anche la voglia di provare una forma nuova di comunicazione, attraverso cui riesci a capire come la pensa qualcuno (e anche come è fatto, perché no), invece di doverti cibare di continuo di "amici porzione singola". Di curare un blog come fosse una tua creatura che vedi crescere e cambiare e magari anche morire, se e quando sarà il momento.
Ora è presa così, chissà cosa scriverò domani.
A.
p.s. voglio prendere un'abitudine, che comincio con piacere subito. Abbinare ad ogni post una canzone che, quel giorno, in quel momento, ho voglia di ascoltare, e allora oggi direi di iniziare così:
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