giovedì 14 febbraio 2013

Dripping the live fantastic

Non ci sono stati cambiamenti.
Nessuna illuminazione, nessun pensiero in movimento.
Semplicemente, non è mai stato nelle mie grazie.

L'argomento "arte" mi sta particolarmente a cuore. Da visitatore di mostre, dopo aver lavorato 10 anni in una galleria/casa d'aste, da alieno totale mi sono trasformato in appassionato divoratore di mostre, pubblicazioni e fiere, prevalentemente orientate al contemporaneo. 
Parto da una premessa, non sono un critico, purtroppo nemmeno un collezionista, quindi non ho pretese di assoluto né l'arroganza di dare per buone le mie percezioni, quindi prendete ciò che segue per quello che è, la semplice espressione del gusto di un appassionato, condivisibile o meno, ma che può essere motivo di spunto e/o di riflessione.

Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno María de los Remedios Cipriano de la Santísima Trinidad Ruiz y Annibali Picasso, semplicemente noto come Pablo Picasso.

Chi mi conosce sa bene che, pur riconoscendo senza ombra di dubbio le sue capacità, la sua importanza storico-artistica ed il valore delle sue opere, non mi piace.
Ci ho provato, ho guardato opere di ogni suo periodo, l'ho "studiato" quanto pochi altri pittori, che capire cosa mi sfuggiva e alla fine mi sono trovato al punto di partenza. Non mi piace.
Rimango assolutamente convinto che la sua importanza artistica sia stata enormemente ampliata dal periodo storico in cui ha vissuto, ma anche e soprattutto dalla valenza politica di alcune sue opere. In ultimo, anche i caratteri particolari della sua vita (Malaga, la Galizia, la Francia, le molte donne, i molti figli...) hanno contribuito ad ampliare il mito del Picasso artista a tutto tondo, oltre che pittore. Lui stesso si definiva "un poeta". 

 

















Prendete le due opere che ho messo sopra: trattasi del periodo conosciuto come Cubismo analitico, immediatamente precedente al cubismo sintetico. L'opera a sinistra è di Picasso, quella a destra di Braque. O viceversa? Si tratta di una provocazione certamente, ma è impossibile non notare come l'uno si nutrisse dell'altro, come il percorso che stavano seguendo in quel momento era esattamente lo stesso. Fermo restando che il percorso artistico completo di Picasso è molto più ampio e vario di quello di Braque, mi rimane un interrogativo: perchè quest'ultimo non ha la stessa risonanza mondiale dello spagnolo? Il ruolo di Braque nella storia dell'arte è chiaro, importante, riconosciuto. Ma citare il suo nome a chi non è appassionato d'arte è assolutamente inutile, non lo avranno mai sentito nominare (non tutti, per carità). 
Rimane un'opinione, un gusto personale assai discutibile, ma io sono convinto che il nome di Picasso sia stato "gonfiato" enormemente (così come le sue quotazioni), ben oltre i suoi ENORMI meriti di artista (indiscutibili).

Probabilmente, pur apprezzando la rottura che ha caratterizzato la nascita del cubismo, con l'allontanamento graduale e progressivo dal paesaggio, sono fin troppo influenzato dalle mie vere passioni artistiche. L'espressionismo astratto di Jackson Pollock, lo spazialismo di Fontana e Burri, Piero Manzoni col suo essere dissacrante e trasversale. Tutti modi di intendere l'arte in cui la tela non è assolutamente centrale, a volte non esiste nemmeno, ma che sono espressione di uno stato fisico (per il dripping) o di un lavoro concettuale assai elaborato. Molto probabilmente si tratta di un mio limite, o di semplice gusto personale come dicevo. Ma le considerazioni di cui sopra mi fanno pensare che ci sia anche altro dietro alla mia ignorante idiosincrasia.

Forse il bello dell'arte contemporanea è anche questo...


Nick Drake - Time has told me

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