"E' meraviglioso che una generazione che si difende dal caldo con un condizionatore e dal freddo con il riscaldamento centralizzato, che viene alloggiata in alberghi immacolati, possa sentire il desiderio spirituale o fisico del viaggio."
Bruce Chatwin
Che meraviglia.
Come Chatwin sottolineava, credo sia giusto porre l'accento sul "desiderio spirituale o fisico del viaggio".
In un mondo occidentale in cui abbiamo tutto a portata di mano, sentire questa necessità ha del magico, ma sembra anche al tempo stesso naturale. Viaggio da poco tempo, e lo dico con rammarico e con la convinzione che viaggiare non significhi prendere un aereo, per una meta qualunque, che sia una grande città o un paese da visitare.
Viaggiare è qualcosa che fai molto prima di muoverti, molto prima di essere magari all'altro capo del mondo, con uno zaino in spalla o un trolley al seguito, qualcosa che continui a fare anche una volta tornato a casa. Perchè un viaggiatore non è mai fermo, la "casa" è solo una tappa tra un viaggio e quello successivo.
Nel mio piccolo (e quando dico piccolo intendo microscopico...) la sola idea di poter programmare un viaggio, pensare alla/e meta/e, cominciare a reperire informazioni sulla destinazione...sviluppare un itinerario e verificare la sua applicabilità, non sono altro che benzina che permette di arrivare rapidamente al giorno della partenza. Da semplice appassionato di fotografie devo ammettere che le istantanee che un viaggio ti lascia in testa, complici le sensazioni che provi in determinati momenti, senza magari il bisogno di paesaggi spettacolari o punti di interesse, sono qualcosa di impossibile da riprodurre. Ma tutte queste sono cose che molti sanno, perchè per fortuna in tanti sentono questo "desiderio" fisico o spirituale.
Quello che proprio non capisco è come sia possibile condurre un'esistenza in cui essere sordi da questo punto di vista. E' vero, l'ho appena detto, abbiamo tutto a portata di mano e non abbiamo alcun bisogno di cercare altrove. Ma condurre un'esistenza stanziale, o, peggio ancora, fatta di villaggi turistici e di sole spiagge affollate è una cosa che mi fa urlare al solo pensiero.
Ne parlo, ahimè, con cognizione di causa: ho fatto vacanze (non li chiamo viaggi) in club vacanze e villaggi turistici, o in località balneari che pullulano di turisti festanti e a tutt'ora non riesco a capire come si possa, consapevolmente, scegliere di passare il proprio, prezioso tempo libero in posti del genere. Le (poche) volte che sono sceso a tali compromessi, sono tornato a casa più stressato di quando ero partito...
Paolo Conte - Via con me
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