mercoledì 11 dicembre 2013

X

15 - Generazione X (Douglas Coupland)


Adoro Palahniuk. Ho apprezzato l'Irvine Welsh di Trainspotting ed anche Bret Easton Ellis. Ma Coupland, con questo libro, è quello che ha fatto da padre a tutti. Coupland è semplicemente arrivato prima.

Ha coniato un termine che, dal 1991 in avanti, serve a definire tutti quelli che sono nati tra il 1960 ed il 1980. Esplora, con ambientazioni tutt'altro che entusiasmanti, la pochezza morale, l'assenza di valori di tutta una generazione.

Il libro è oltretutto strutturato in un modo più unico che raro, con abbondanti note, schizzi e glossari sparsi qua e là che completano la trama e sono indissolubili dal resto del testo:

  • APATIA DA GLORIA: Particolare attitudine mentale che si fonda sul presupposto dell'inutilità di qualsiasi azione umana a meno che l'intraprenderla non porti a diventare famosi. L'Apatia da Gloria è spesso confusa con la pigrizia, ma ha radici molto più profonde.

Ci sono repentini cambi di scena e situazioni che mutano anche senza precisi schemi logici, seguendo uno schema che è più prossimo alla narrazione in video che su carta. Nonostante tutto la lettura è fluida e il messaggio arriva forte e chiaro, grazie anche al bombardamento di definizioni a margine. Per quello che scrive, per come lo scrive, per quando lo ha scritto, un libro che segna una generazione, in maniera forse fin troppo pessimistica, ma che almeno aiuta a riflettere.

The Who - My generation

martedì 10 dicembre 2013

Kathmandu senza ritorno

16 - Flash. Kathmandu il grande viaggio (Charles Duchaussois)

Questo è un libro strano. Strano al punto che l'ho affrontato 3 volte prima di riuscire a leggerlo tutto e apprezzarlo a pieno. 
Non è una lettura semplice, nonostante sia ben scritto e nient'affatto noioso. Si tratta inoltre di una autobiografia della vita dell'autore, morto prematuramente nel 1991. 
Quello che colpisce, insieme alle avventure narrate è il tema, inserito nel contesto storico cui si riferiscono i fatti. La droga permea ogni pagina di questo romanzo che si svolge nel pieno "dell'effervescenza hippie" (cit. Wikipedia) e attraversa tutto il medio oriente fino ad arrivare a Kathmandu con ogni mezzo di locomozione immaginabile.

Quello che affascina, oltre alla narrazione di un fenomeno di "costume" come il movimento hippie, è lo spaccato reale quanto particolareggiato della vita, di luoghi così diversi dal nostro, soprattutto relativamente all'epoca in cui sono rappresentati. 

E se chi legge è stato a Marsiglia, Beirut, Istanbul, Baghdad o, soprattutto Kathmandu, non può che rimanere stregato da queste pagine. Probabilmente questo romanzo è qui dentro perchè io sono stato in Nepal, per quanto mi è piaciuto e perchè riesco meglio ad immaginare certi luoghi, anche con un salto temporale di circa 50 anni.
Ma del resto, non siamo qui a cercare di capire il perché, la classifica è personale, quindi quest'aspetto è del tutto rilevante...
Giuda - Number 10

lunedì 9 dicembre 2013

Le Provocateur

17 - Piattaforma nel centro del mondo (Michel Houellebecq)

Vivere senza leggere è pericoloso, ci si deve accontentare della vita, e questo comporta notevoli rischi.

Sono anni che non leggo Houellebecq, probabilmente per "colpa" dei suoi ultimi lavori, decisamente inferiori rispetto a quelle opere letterarie con cui si è fatto conoscere al mondo. Ho scelto Piattaforma, piuttosto che le particelle elementari, perchè all'interno c'è la stessa parabola che, dal mio punto di vista, MH ha avuto in questi anni. 

Inutile stare a raccontarvi i tratti della trama, li trovate su un qualunque sito di libri online, quello che mi sembra interessante è fare luce su alcuni aspetti dello scrittore che, a partire dal 1999 almeno fino al 2003, ha prodotto romanzi folgoranti, riuscendo ad essere al tempo stesso provocatore ma anche conservatore, come in parte fa capire la citazione in alto. 

Mio padre è morto un anno fa. Io non credo alla teoria secondo cui si diventa veramente adulti solo alla morte di genitori; veramente adulti non lo si diventa mai.

Questa seconda citazione di Piattaforma invece, che rappresenta anche l'incipit del libro, sembrerebbe aprire la strada a qualcosa di completamente diverso. Sembra che MH prenda il racconto come un gioco, anche se si tratta di temi tutt'altro che semplici, leggeri e adatti ad una trattazione immatura. Ma è proprio questo che rendeva unica la sua scrittura (e che in parte ha perso), l'idea di riuscire a rendere tutto ed il suo contrario all'interno di un unico contenitore, cambiando completamente il tono della trattazione senza alcun preavviso.

Quattro libri da cui vi sentirete rapiti (Piattaforma è forse l'ultimo..) e avrete voglia di leggerli uno di seguito all'altro, nonostante sia francese...

La Sintesi - Stare Fuori

domenica 8 dicembre 2013

In dust we trust

18 - Chiedi alla polvere (John Fante)

Ci sono arrivato tardi a Fante, lo confesso. Come molti adolescenti appassionati di letteratura ho divorato tutto il Bukowski esistente al mondo, narrativa e poesie e solo dopo un bel po', incuriosito dal suo continuo citare questo figlio di emigrati italiani come il suo Dio, ho deciso di leggere anche Fante.

Ho capito perchè Bukowski lo idolatrava tanto.
Fante è stato l'ispiratore di ogni vicenda e peripezia vissuta da "Chinaski", solo che arrivava decenni in anticipo. Lo sfondo, nella California della Grande Depressione, è quel mondo di povertà ed espedienti in cui si cerca di trovare la propria strada, annaspando tra un negozio di liquori, un amore difficile e la difficoltà legata alle classi sociali. 
Nei suoi libri (ma in questo specialmente) non manca nulla di tutto questo: la difficoltà di conciliare la vita di ogni giorno con i sogni e le aspettative di una vita migliore. 
Non c'è molto bisogno di immaginazione per Fante, Arturo Bandini, il protagonista, è semplicemente il suo alter-ego e vive una vita non troppo diversa da quella che tocca a lui da quando dopo un'adolescenza turbolenta in Colorado si trasferisce a Los Angeles.
Come già per Mc Inerney (vedi il post di ieri) anche in Fante ho apprezzato la rottura di cui ha saputo essere artefice rispetto a quello che era la scrittura in quel momento. 
E poi, un filo di patriottismo, dopotutto, praticamente è italiano...
Interpol - Evil

sabato 7 dicembre 2013

I wanna be a part of it

19 - Le mille luci di New York (Jay Mc Inerney)

Non sono mai stato a New York e me ne vergogno un po'. Sempre che non si considerino validi i pit stop in aeroporto prima di prendere un altro volo. 
E' probabilmente per questo motivo che mi sono affezionato a questo libro, così minimalista, crudo e innovativo, se uno pensa a quando è stato scritto (1984).
E' la storia di un giovane la cui vita va lentamente ed inesorabilmente a rotoli e che si lascia trascinare nel vortice della tossicodipendenza da cocaina nella grande mela. La crudezza con cui parla di certe situazioni e condizioni umane, lo stile del tutto particolare di scrittura in seconda persona (in tutto il libro non viene mai menzionato il nome del protagonista) hanno fatto si che McInerney venisse considerato il capostipite di tutta una serie di altri scrittori che da lui in avanti sono proliferati.
E' questo uno dei motivi per cui qui dentro ci sta lui e non Bret Easton Ellis o altri, arrivati un po' di anni dopo.
Una bella storia, un brillante modo di raccontarla, un finale molto american-style ma che in questo caso dà senso a tutto il lavoro e la voglia di visitare una città così ben descritta che quasi quasi ti sembra di esserci già stato.
Ha scritto alcuni altri bei libri ma secondo me questo vince per distacco (ed era l'opera di esordio...).
Guastatevelo, oltretutto si legge in un attimo...
Moby - Porcelain

venerdì 6 dicembre 2013

- Il tempo è un bastardo -

Cominciamo oggi con la classifica dei libri. Non vuole essere niente di assoluto, solo qualcosa di personale da condividere, figlio in parte anche degli umori del periodo...ecco qua.

20 - Il tempo è un bastardo (Jennifer Egan)

E' il libro che sto attualmente leggendo, frutto di una scoperta completamente casuale su Amazon, attirato come sono sempre dalla particolarità dei titoli. Si tratta del vincitore del premio Pulitzer 2011, un premio vero, senza giochi di editoria o spintarelle varie, al punto che nel 2012 non è stato assegnato, nonostante tra i finalisti ci fossero libri del calibro de "Il re pallido" di DFW.

Come si addice ad ogni vincitore del Pulitzer, parla sostanzialmente di vita americana, ma quello che sorprende è il modo in cui ne parla. 
La scrittura ti incalza fin dall'inizio e il fatto di separare il libro in capitoli che sono racconti indipendenti tra loro ma collegati da una figura presa dal racconto precedente rende piacevole la lettura anche quando, dopo un po' di pagine, potreste essere appesantiti dalla storia. Ovviamente c'è molto di più.
Ho deciso di inserirlo nella classifica (all' "ultimo" posto) anche se non l'ho finito per l'impressione che mi ha suscitato la scrittura e quest'idea del tutto innovativa. 
Sono fermamente convinto che, al di là della storia, della scrittura etc etc in un libro conti tantissimo la fine che può elevarlo o seppellirlo, nonostante questo ho come la sensazione che il libro andrà a crescere e la fine non sarà deludente come molti altri libri letti.

Il fatto è che la scrittura mette in luce la vita comune americana, senza filtri o distinzioni: ragazzi, adulti affermati, situazioni al limite.. in nessun caso si avverte il senso di falso, sembra che l'autrice abbia veramente vissuto ogni esperienza e la riporti per come è, rendendo un credibilissimo spaccato di vita americana.
Spero di non pentirmene Jennifer Egan, ma per me il numero 20 te lo meriti tutto.

Franco Battiato & Antony and the Johnsons - Del suo veloce volo 

giovedì 5 dicembre 2013

20 Piccoli Indiani

Ok, è il momento di cominciare.
In un freddo ed assolato giovedì pomeriggio comincia questa nuova fase del blog, quella dedicata ad una delle fissazioni che mi trascino dietro da quando sono piccolo: LE CLASSIFICHE.

Ho sempre avuto questa passione nello stilare dei lunghi (??) elenchi con ordini crescenti o decrescenti di importanza, praticamente di ogni cosa, come a voler affermare il mio punto di vista su quello che mi circondava, fossero canzoni, album, film, artisti, opere letterarie, donne, luoghi e tutto quello che mi veniva in mente di volta in volta.

Questo blog è cominciato con l'intento di mettermi "a nudo" ed esprimere concetti o emozioni che non sempre trovano spazio altrove. Proprio per questo motivo, questa svolta con una serie di classifiche su argomenti più disparati è l'occasione di fare un altro passo oltre che di condividere il mio punto di vista con quello di chi legge. Infine, perchè no, fornire spunti di approfondimento interessanti per chi ne ha voglia.
E allora cominciamo dai libri, visto che sono un appassionato e iper-selettivo lettore.
Ho messo in fila 20 opere letterarie, decidendo inderogabilmente di non citare più di un autore in classifica (avrei rischiato di mettercene solo 3-4 sennò). Non più di un libro per ogni autore citato, posizioni accuratamente studiate e, ogni giorno, una nuova posizione, con qualche breve parola sul romanzo in oggetto. 
Mai la trama però, quella la dovete fare vostra da soli. Sempre se non l'avete già fatto...
A domani...
Roberto Cacciapaglia - Fiamme