domenica 8 dicembre 2013

In dust we trust

18 - Chiedi alla polvere (John Fante)

Ci sono arrivato tardi a Fante, lo confesso. Come molti adolescenti appassionati di letteratura ho divorato tutto il Bukowski esistente al mondo, narrativa e poesie e solo dopo un bel po', incuriosito dal suo continuo citare questo figlio di emigrati italiani come il suo Dio, ho deciso di leggere anche Fante.

Ho capito perchè Bukowski lo idolatrava tanto.
Fante è stato l'ispiratore di ogni vicenda e peripezia vissuta da "Chinaski", solo che arrivava decenni in anticipo. Lo sfondo, nella California della Grande Depressione, è quel mondo di povertà ed espedienti in cui si cerca di trovare la propria strada, annaspando tra un negozio di liquori, un amore difficile e la difficoltà legata alle classi sociali. 
Nei suoi libri (ma in questo specialmente) non manca nulla di tutto questo: la difficoltà di conciliare la vita di ogni giorno con i sogni e le aspettative di una vita migliore. 
Non c'è molto bisogno di immaginazione per Fante, Arturo Bandini, il protagonista, è semplicemente il suo alter-ego e vive una vita non troppo diversa da quella che tocca a lui da quando dopo un'adolescenza turbolenta in Colorado si trasferisce a Los Angeles.
Come già per Mc Inerney (vedi il post di ieri) anche in Fante ho apprezzato la rottura di cui ha saputo essere artefice rispetto a quello che era la scrittura in quel momento. 
E poi, un filo di patriottismo, dopotutto, praticamente è italiano...
Interpol - Evil

sabato 7 dicembre 2013

I wanna be a part of it

19 - Le mille luci di New York (Jay Mc Inerney)

Non sono mai stato a New York e me ne vergogno un po'. Sempre che non si considerino validi i pit stop in aeroporto prima di prendere un altro volo. 
E' probabilmente per questo motivo che mi sono affezionato a questo libro, così minimalista, crudo e innovativo, se uno pensa a quando è stato scritto (1984).
E' la storia di un giovane la cui vita va lentamente ed inesorabilmente a rotoli e che si lascia trascinare nel vortice della tossicodipendenza da cocaina nella grande mela. La crudezza con cui parla di certe situazioni e condizioni umane, lo stile del tutto particolare di scrittura in seconda persona (in tutto il libro non viene mai menzionato il nome del protagonista) hanno fatto si che McInerney venisse considerato il capostipite di tutta una serie di altri scrittori che da lui in avanti sono proliferati.
E' questo uno dei motivi per cui qui dentro ci sta lui e non Bret Easton Ellis o altri, arrivati un po' di anni dopo.
Una bella storia, un brillante modo di raccontarla, un finale molto american-style ma che in questo caso dà senso a tutto il lavoro e la voglia di visitare una città così ben descritta che quasi quasi ti sembra di esserci già stato.
Ha scritto alcuni altri bei libri ma secondo me questo vince per distacco (ed era l'opera di esordio...).
Guastatevelo, oltretutto si legge in un attimo...
Moby - Porcelain

venerdì 6 dicembre 2013

- Il tempo è un bastardo -

Cominciamo oggi con la classifica dei libri. Non vuole essere niente di assoluto, solo qualcosa di personale da condividere, figlio in parte anche degli umori del periodo...ecco qua.

20 - Il tempo è un bastardo (Jennifer Egan)

E' il libro che sto attualmente leggendo, frutto di una scoperta completamente casuale su Amazon, attirato come sono sempre dalla particolarità dei titoli. Si tratta del vincitore del premio Pulitzer 2011, un premio vero, senza giochi di editoria o spintarelle varie, al punto che nel 2012 non è stato assegnato, nonostante tra i finalisti ci fossero libri del calibro de "Il re pallido" di DFW.

Come si addice ad ogni vincitore del Pulitzer, parla sostanzialmente di vita americana, ma quello che sorprende è il modo in cui ne parla. 
La scrittura ti incalza fin dall'inizio e il fatto di separare il libro in capitoli che sono racconti indipendenti tra loro ma collegati da una figura presa dal racconto precedente rende piacevole la lettura anche quando, dopo un po' di pagine, potreste essere appesantiti dalla storia. Ovviamente c'è molto di più.
Ho deciso di inserirlo nella classifica (all' "ultimo" posto) anche se non l'ho finito per l'impressione che mi ha suscitato la scrittura e quest'idea del tutto innovativa. 
Sono fermamente convinto che, al di là della storia, della scrittura etc etc in un libro conti tantissimo la fine che può elevarlo o seppellirlo, nonostante questo ho come la sensazione che il libro andrà a crescere e la fine non sarà deludente come molti altri libri letti.

Il fatto è che la scrittura mette in luce la vita comune americana, senza filtri o distinzioni: ragazzi, adulti affermati, situazioni al limite.. in nessun caso si avverte il senso di falso, sembra che l'autrice abbia veramente vissuto ogni esperienza e la riporti per come è, rendendo un credibilissimo spaccato di vita americana.
Spero di non pentirmene Jennifer Egan, ma per me il numero 20 te lo meriti tutto.

Franco Battiato & Antony and the Johnsons - Del suo veloce volo 

giovedì 5 dicembre 2013

20 Piccoli Indiani

Ok, è il momento di cominciare.
In un freddo ed assolato giovedì pomeriggio comincia questa nuova fase del blog, quella dedicata ad una delle fissazioni che mi trascino dietro da quando sono piccolo: LE CLASSIFICHE.

Ho sempre avuto questa passione nello stilare dei lunghi (??) elenchi con ordini crescenti o decrescenti di importanza, praticamente di ogni cosa, come a voler affermare il mio punto di vista su quello che mi circondava, fossero canzoni, album, film, artisti, opere letterarie, donne, luoghi e tutto quello che mi veniva in mente di volta in volta.

Questo blog è cominciato con l'intento di mettermi "a nudo" ed esprimere concetti o emozioni che non sempre trovano spazio altrove. Proprio per questo motivo, questa svolta con una serie di classifiche su argomenti più disparati è l'occasione di fare un altro passo oltre che di condividere il mio punto di vista con quello di chi legge. Infine, perchè no, fornire spunti di approfondimento interessanti per chi ne ha voglia.
E allora cominciamo dai libri, visto che sono un appassionato e iper-selettivo lettore.
Ho messo in fila 20 opere letterarie, decidendo inderogabilmente di non citare più di un autore in classifica (avrei rischiato di mettercene solo 3-4 sennò). Non più di un libro per ogni autore citato, posizioni accuratamente studiate e, ogni giorno, una nuova posizione, con qualche breve parola sul romanzo in oggetto. 
Mai la trama però, quella la dovete fare vostra da soli. Sempre se non l'avete già fatto...
A domani...
Roberto Cacciapaglia - Fiamme

lunedì 18 novembre 2013

Percorsi Netti

Bel fine settimana romano, complice il raduno del Mexico e un tempo che ci ha notevolmente aiutato.
Certo, l'amatriciana che ho divorato ci ha messo del suo, ma è sempre la compagnia che fa la differenza.
Confesso di aver visto Roma, forse per la prima volta, con occhi diversi da sempre. Non ho mai nascosto la mia sintonia e passione per le città del nord piuttosto che per Roma e, soprattutto, Napoli. Ma stavolta è stato diverso. Abbiamo girato molto la città eterna, esplorando angoli che non avevo mai visto (mea culpa!) qualcuno anche con poche presenze di turisti. E sono rimasto abbagliato dalla bellezza e da come ogni angolo riesce a stupirti per un dettaglio, un particolare diverso.
In tutto ciò sono anche riuscito (a costo di stressare tutti per due giorni filati) ad andare alla GNAM per la mostra di Marcel Duchamp il che non guasta affatto. La mostra non era nulla di abbagliante, anche se quelle due-tre cose del genio francese presenti valevano da sole la visita, ma sono riuscito ad abbinarci la visita alla collezione permanente della galleria e ne è valsa decisamente la pena, fosse soltanto per i Fontana ed i Burri esposti, bellissimi. Non ho altre parole.

Molte immagini mi rimarranno impresse di questo weekend, tra tutte scelgo le facce di ognuno dei partecipanti seduti a cena alla vecchia Roma, in un caos degno del Colosseo al tempo dei combattimenti con i gladiatori, ognuno che tentava al tempo stesso di mangiare, parlare, capire, bere...
Ora però, anche se è un lunedì che sembra venerdì per quanto sono cotto (e solo per quello) sto bene nella mia Prato...il traffico di Roma alla fine stanca...
Niccolò Fabi - Lasciarsi un giorno a Roma

giovedì 14 novembre 2013

Progetti e Pecore col cuore in gola

Un veloce aggiornamento su quello che (mi) succede in questo ultimo periodo.
Ho cominciato a venire a lavorare in bicicletta (bravo fenomeno, a novembre ti vengono ste idee...) e mi sono venute un po' di idee su come dare continuità a questo blog, ancora qualche settimana di pazienza e gli aggiornamenti saranno più continui e più specifici. Dico solo che ho intenzione di cominciare un po' di approfondimenti su temi precisi del tipo "50 cose irrinunciabili", oppure "50 luoghi che vale la pena vedere" o roba simile. 
Giusto il tempo di mettere insieme le idee e si comincia.
Per adesso beccatevi una canzone giusto per non perdere il ritmo, il prossimo weekend sarò a Roma a mangiare una benedetta amatriciana e sicuramente al mio ritorno avrò abbondanti argomenti da trattare.

Povera italia (minuscolo si, ahimè) se si comprano i libri di fabio volo (anche questo minuscolo) e si fa la fila per i film di checco zalone.......

I Cani - Lexotan

sabato 2 novembre 2013

Just a Perfect Day

Lo sto trascurando questo blog e non va bene.
Ieri, primo novembre, approfitto della giornata pseudoprimaverile e prendo la moto, faccio strada normale fino a lucca, destinazione la mostra di Cartier-Bresson.
Mica per nulla, chiude domani, a forza di rimandare rischiavo di non vederla.

La giornata è perfetta si guida in condizioni ottimali, almeno fino a che non arrivi nei pressi di Lucca. Il caso vuole che è il weekend del Lucca Comics e tutta la città è invasa da bambini, adolescenti e adulti zeppi di acquisti, travestiti nei modi più buffi e improbabili che si muovono allegramente.
A me sinceramente tutta questa umanità fa un po' uggia.

Ringrazio il cielo di essere venuto in moto, parcheggio vicino a porta Elisa e mi incammino a piedi verso la mostra. Ad un occhio estraneo sono un comune appassionato di fumetti in visita, so che non è così.
Arrivo alla mostra e, con enorme stupore, c'è la coda per entrare!
Amo visitare musei e mostre con le sale, se possibile, vuote, in silenzio, ma per una volta vedere tutta quella gente interessata all'arte ed alla cultura in genere non mi sollecita istinti omicidi.
Mi fa solo piacere.
La breve attesa per fare il biglietto me la godo guardandomi intorno e centellinando gli attimi che mi separano da quelle fotografie, tanto varie quanto profonde.
La mostra comprende un buon numero di foto, racchiuse in un piccolo spazio che rende il tutto caotico e poco godibile, ma non è il momento di stare a sottilizzare.

Vedere famiglie, semplici appassionati (come me) e esperti (o almeno lo sembrano) tutti insieme a godere di questo spettacolo mi fa talmente piacere che vorrei prolungare lo spettacolo all'infinito.
Purtroppo la mostra finisce e rientro verso casa, animato dalla voglia di andare a Pisa a vedere Warhol il prima possibile....chissà che non ribecchi la stessa atmosfera?
Visto il collegamento con Warhol, vista la giornata di ieri e visto che, purtroppo, è morto da poco il video di oggi è obbligato...
Lou Reed - Perfect Day