venerdì 19 luglio 2013

Milano, ma con juicio.

Andare a vedere i Depeche Mode a Milano. Suonano a S. Siro.
Una cosa che 8 mesi fa sembrava tanto normale da comprare i biglietti di corsa, per giunta nel prato.
Poi la data del concerto si avvicina, decidi, insieme ai compagni, di andare e tornare con un servizio di autobus appositamente creato per l'evento (alla modica cifra di 60 €, ladri patentati). Peccato che l'autobus parta la mattina alle 10 da Firenze per arrivare 1 ora prima dell'apertura dei cancelli...

Sul pullman spareresti al 50 % dei presenti, ma cerchi di controllarti, dopotutto ti aspetta una giornata a Milano ed un bel concerto. Fatta la coda in A1 di rito, finalmente arriviamo a Milano. Nemmeno il tempo di scendere e siamo già alla fermata della metro a respirare aria buona pronti per il primo "evento" della giornata, "La collezione Netter - Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti", a Palazzo Reale. La mostra è bella, il nugolo di studentesse australiane 22enni che ci circonda probabilmente è anche meglio e rende assai difficile apprezzare un quadro con un ritratto o una natura morta (ma anche un nudo) quando accanto hai una giovane vestale che addosso ha al massimo 3 euro di tessuto. L'impresa è ai limiti del titanico ma ci riusciamo, grazie alla audioguida con contributi di Corrado Augias, che raffredderebbe la temperatura anche ad un mandrillo in calore ed all'aiuto delle caramelle Ricola che sponsorizzano l'evento...

Sullo stesso piano espone Gianni Berengo Gardin, fotografo straordinario dal repertorio quanto mai vario (il vero motivo per cui sono voluto venire in centro prima del concerto). Troviamo il tempo per fare un po' di foto idiote nei saloni vuoti del Palazzo e finalmente entriamo alla mostra: non c'è praticamente nessuno, la sorvegliante è talmente contenta che ci farebbe anche rubare una fotografia se le promettiamo che rimaniamo un po' di più...
E' un peccato che sia poco pubblicizzata perché sfruttando la vicinanza di Modigliani si potrebbero accendere i riflettori su un artista-fotografo le cui foto sembrano parlarti, non sono mai banali e riescono a centrare sempre il concetto, che si parli di lavoro, comunità Rom, baci etc etc. Andate a vederla, ne vale la pena.

Terminata la parte culturale e fatti due passi tra il Duomo (in cui entriamo...) e San Babila uno potrebbe anche tornare verso lo stadio. 
Potrebbe.
Ci incontriamo con un'amica di Franco, a Milano per un'esame all'accademia di Brera, e mia cugina, l'avv. Mazzetti (!). Parte il primo Campari in corso Venezia. Acqua. La cosa migliore da fare è andare a vedere i Fenicotteri, scattare due foto col tipo "Non sono comunista" e incontrare Costantino della Gherardesca.
Si perchè in centro a Milano c'è una villa con un giardino in cui passeggiano liberamente una decina di fenicotteri rosa. Bellissimi quanto stronzi. Si spulciano stando su una gamba, mi chiedo come la selezione naturale abbia lasciato indenni questi buffi animali, a maggior ragione non capisco come possano vivere a Milano, in mezzo alla neve invernale....evidentemente hanno la pelle dura...

Secondo aperitivo: la terrazza sul Duomo è riservata per un evento privato, ci accontentiamo di un tavolino vista piazza in cui ci servono 3 spritz troppo annacquati e 4 crostini di cui abbiamo una tale pietà che li lasciamo sul tavolo una vita prima di assaggiarli. La quantità di modelle russe, brasiliane, ucraine che ci sfilano accanto è imbarazzante. Milano ha degli effetti collaterali a cui non ci si abitua mai.
Alle 20,00 gonfi di stanchezza ed alcol, decidiamo che forse è l'ora di tornare a San Siro. Un giro in metro e siamo dentro lo stadio. In effetti eravamo partiti per vedere i Depeche Mode, forse sarà il caso di entrare.
Siamo fortunati, Dave Gahan e Co. escono alle 21.10 e cominciano a suonare in un San Siro gremito come già per gli U2. Seguono quasi 2 ore e mezzo di concerto tiratissime, senza nemmeno 5' di pausa. 
Fanno qualcosa di nuovo, ma soprattutto suonano tutti i loro vecchi successi che ognuno di noi aspettava: Walking in my shoes, Personal Jesus, Enjoy the Silence, Precious...ed il boato quando arriva Just can't get enough...

Bellissimo, sul palco straordinari e generosi (sospetto che Gahan sia stato concepito sul palco da quanto si muove naturalmente) e senza fronzoli inutili (ho molto apprezzato l'assenza di inutili urli "Milanoooooo", "Italiaaaaa"...del resto mica sono i Negramaro questi....). Tanta roba, se potete andate a vederli a Roma, valgono tutti i soldi spesi. Che per inciso sono stati un botto....

Piccola chiosa finale per i partecipanti al concerto. Posso sorvolare sulla Cougar inguardabile che crede di avere appeal su Dave Gahan (lo ha visto nel backstage in accappatoio...la prossima volta succede un casino...si, aspetta altro che te!), sorvolo sul 50enne infoiato con corona, mantello e adesivi DM ovunque, ma sul gruppetto di bauscia milanès di fronte (che paiono invero 100 % naples) e sul gruppetto sfasciati non posso e non voglio sorvolare.
Bauscia milanès: sono in 4, una donna con più plastica addosso di una imballaggio delle Lamette Gillette. Tacco 10 (minimo) che, si sa, per assistere ad un concerto nel prato è indicatissimo. Abbigliamento da corteggiatrice di uomini e donne e trucco in linea col personaggio. Espressione per la serie "Sono porca ed è un vanto!". Gli uomini però, se possibile, sono ancora meglio: c'è il finto Brignano, camicia con colletto 3 bottoni, bretelle e stan smith ai piedi. Balla come fosse al Tocqueville e anche se non conosce una canzone si atteggia ad esperto mondiale; poi c'è lo skipper, panta corto, polo d'ordinanza e occhiale da sole che non toglie nemmeno a mezzanotte. Deve avere una paresi in faccia perchè ha un sorriso ebete che non gli va via nemmeno quando gli rovesciano la birra addosso. L'ultimo, ma il più grande di tutti, è il capobanda: sneaker alta moda ai piedi, pantalone a sigaretta rosso fuoco, camicia a maniche corte (aborro) talmente slim fit che respirare diventa un'impresa (ovviamente quasi tutta sbottonata), si girà più volte verso gli spalti alzando le braccia e annuendo come se fossero tutti lì per lui, mica per i Depeche Mode. Ma il top lo raggiunge quando in perfetto milanese esclama, in un momento di euforia: "San Siro 2013, ANCHE NOI QUI!". Monsieur de La Palisse, Chapeau.

Il gruppo sfasciati è molto più mainstream a dire il vero: sono talmente fuori che non si accorgono di chi hanno intorno. Quello messo peggio importuna la Pinina e la Mandy ripetutamente e nonostante loro lo prendano a male parole (e sappiamo che ne sono ampiamente capaci) non demorde. L'amico la prima volta viene a riprenderlo, ma visto che non ci riesce prova anche lui a spalmarsi su una delle suddette. Ovviamente senza successo. Per scritto non rende molto, ma la scena di cui si rende protagonista quando mi chiede permesso smascellando per andare a provarci è stata epica. Barcollando riescono a finire il concerto, ma le ultime 10 canzoni le poteva cantare anche Gigi D'Alessio per loro, era secondario.

E' proprio vero....MILAN L'E' UN GRAN MILAN!

Depeche Mode - Soothe my soul

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