Quando la stessa cosa te la dicono diverse persone almeno una riflessione uno la deve fare. E' giusto che uno si domandi se davvero non hanno ragione loro o se invece ce l'hai te.
La domenica mattina ti alzi all'alba o giù di lì (l'ora e le condizioni in cui sei andato a letto sono solo un trascurabile dettaglio), ti vesti di tutto punto, tecnico al punto giusto, e via, 15-20-25-30 km di camminata nel bosco ti attendono. Quando va bene fa freddo, se è inverno pieno becchi la neve che rende ogni passo una fatica incredibile, se va male diluvia e il problema non è l'acqua di sopra (per quella la cerata è ampiamente sufficiente) quanto quella di sotto: le pozze e il fango in terra ti fanno slittare, sporcare, scivolare e faticare per quattro.
E allora si sembra tutti matti.
Io lo capisco, in effetti l'idea di stare all'asciutto, riposarsi nell'unico giorno in cui puoi farlo, fare le cose con calma, in tuta, senza nessun assillo, attrae tutti. Inclusi i folli scriteriati che si spingono nel bosco in queste giornate. Eppure qualcosa ti spinge ad alzarti...e vale per tutti, per chi fa trekking, chi porta fuori il cane senza fermarsi al giardino sotto casa, per i motociclisti infangati che trovi per strada e per i patiti della mountain bike che faticano come te. Ognuno la vive in modo diverso ma per certi aspetti siamo tutti uguali: stare fermi ci fa venire le bolle e allora basta un modo, uno qualunque per togliersi da casa.
Ieri sera splendido concerto di Roberto Angelini, artista purtroppo poco conosciuto ai più. Per quei pochi che se lo ricordano è rimasta in testa "Gatto Matto" successo commerciale di qualche anno fa, che nulla ha a che vedere col suo repertorio musicale. Non vi ammorbo, ma lascio qui una canzone che fa capire meglio chi è lui, certamente meglio di quanto non facesse "Gatto Matto"....
Roberto Angelini - Vulcano

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