domenica 7 dicembre 2014

Non Capire

Ci sono alcune cose che non riesco a spiegarmi. Ci provo ma non le capisco e temo fortemente di essere profondamente limitato. Sono sciocchezze, cose da poco, ma credo che anche da queste cose si capisca che in questo paese c'è qualcosa che non va.

Non capisco perché in Italia i treni non viaggino di notte, costringendo, in certi casi, a pernottare la sera prima nelle città, per una insormontabile difficoltà negli spostamenti...
Non capisco perché nel costo della benzina vengano ancora inserite accise relative al vajont e a situazioni ancora più vecchie, roba che avrebbe del grottesco non facesse incazzare...
Non capisco perché tanti si incolonnino in auto per infilarsi nei centri commerciali dopo una settimana di lavoro. Anche quando il tempo non aiuta, saprei trovarvi decine di alternative migliori e certamente più stimolanti per la mente...
Non capisco perché si difendano le tutele di chi è protetto da una vita, mentre alcuni sono dimenticati da altrettanto tempo...
Non riesco proprio a capire cosa possa spingere una donna a fare culturismo...
Non capisco come si è passati da "menomale c'è stato il '68!" a "...è tutta colpa del '68!"...
Faccio fatica a comprendere chi non ha voglia o interesse nel viaggiare. Per me è una cosa vitale...
Non capirò mai chi è sempre incazzato, come se si vivesse meglio, come se un briciolo di serenità potesse far male...
Non capisco chi suona continuamente il clacson quando guida la macchina, come se i suoi orecchi godessero di quel suono celestiale...
Non voglio proprio capire quelli a cui non piace la Nutella. Ma come si fa?

Oggi tocca alla follia di un credibilissimo Christian Bale in American Psycho, film, ma prima ancora libro che ho adorato.

American Psycho






Rocknrolla

Ok, fino ad adesso abbiamo scherzato.
Questo w-e però, senza se e senza ma, è quello che scandisce davvero il conto alla rovescia per il Natale. In questo wEekend anche gli ultimi ritardatari fanno l'albero, addobbano casa, o semplicemente, visto il giorno in più festivo, cominciano a pensare ai regali di Natale. Io ovviamente sono indietro, senza idee, come ogni anno. Ma qualcosa salterà fuori, prima o poi. 
Adoro fare i regali, adoro però farli quando sono sorprese, inaspettati, quando puoi inventarti qualunque cosa, essere creativo, spaziare e sai che con ogni probabilità centrerai il risultato.
Fare un regalo quando l'altra persona se l'aspetta credo che tolga tutta la magia dell'atto di donare e toglie anche la naturalezza con cui chi dona si accinge a farlo.

La verità però è che in certi casi è l'unica occasione di pensare, materialmente, a qualcuno a cui vuoi bene e dimostrarglielo. Quindi accogliamo l'opportunità e andiamo avanti.
Detto questo, idee per i regali?
PS Piuttosto che mettermi a cercare regali, stamani ho pulito casa.

Mancano 19 giorni a Natale.
20 gg esatti poi parto e vi saluto, con o senza regali di Natale. 
Questo post era di ieri, ma qui è andato in pappa tutto...stasera ne arriva un altro!

Oggi un tratto di un film che adoro, di un regista che adoro. 

Rocknrolla






venerdì 5 dicembre 2014

Da una parte o dall'altra

Così alla rinfusa.
Cose che ci piacciono, il 5 dicembre 2014:

- lo schiaffo sul culo;
- fare sport, sudare e spengere il cervello...e poi farsi una doccia rigenerante;
- prendere le pozze ai lati della strada, con le ruote della macchina;
- beccare esattamente la canzone che volevi ascoltare alla prima, in una playlist random di spotify free;
- un concerto che attendi da tempo, in cui realizzi che la scaletta è esattamente come l'avresti voluta;
- la sensazione di piacere che provi sdraiato nel letto, appena spenta la luce, subito prima di dormire;
- il gusto pieno di una crepes alla nutella;
- l'urlo liberatorio quando segna la tua squadra;
- la sensazione che si prova quando si esce da un aeroporto, appena arrivati a destinazione (per me è qualcosa di molto simile a quello che prova un bambino la mattina di natale, appena sveglio, davanti ai regali alla base dell'albero);
- uno scherzo ben riuscito;
- usare un timbro, ha un che di liberatorio;
- un aperitivo in relax, dopo una intensa giornata lavorativa;
- le fonzies.

Cose di cui si farebbe volentieri a meno:

- la mandorla amara che immancabilmente becchi quando mangi frutta secca;
- la goccia di pioggia che ti entra esattamente tra il collo e quello che indossi...
- quello che ti frega il posto auto che avevi visto prima tu. Ma che fai scendi e vai alle mani?
- gli anziani che osservano i lavori stradali. E quelli in fila alle poste proprio quando ci sei te. Sono migliaia.
- i cani che abbaiano la mattina presto;
- il muratore che alle 8.10 sa di vino. A che ora ha cominciato?
- gli ecomostri;
- i bambini malati. Anzi no, quelli con lo sguardo triste. Spesso le due cose non devono per forza combaciare.
- lavorare. A oltranza.

Non me ne vengono altre. 
Oggi niente monologo, ma un pezzo di alta comicità e cinematografia tutte pratesi. 
Un orgoglio vero per chi si sente davvero parte della mia città. Francesco Nuti.

Donne con le gonne

giovedì 4 dicembre 2014

Lo spigolo tondo

I punti di vista sono importanti.
Lo sono talmente tanto che spesso dobbiamo sforzarci, anche se non ci va, di provare a vedere le cose sotto un'altra luce.
Farlo ti dà semplicemente una informazione diversa sulla questione, un modo diverso di affrontare le cose, o semplicemente ti fa capire che quella tua posizione arroccata e fiera non lo era poi così tanto.

Eppure, così a occhio, a me sembra che non siano poi tante le persone che provano a farlo, che cercano di affrontare le situazioni provando anche il punto di vista degli altri, accantonando per un attimo il proprio IO, o quantomeno sforzandosi di mettere al pari l'IO di qualcun altro. 
Poi ci sono quelli che lo fanno, beandosi di essere illuminati. Salvo poi continuare a portare i paraocchi come e peggio di prima, con la presunzione di avere la soluzione giusta.
Credo ci si sia passati tutti, almeno in qualche caso.

Ieri ascoltavo una canzone del trio Fabi-Silvestri-Gazzè, "Lo spigolo tondo" che mi ha dato da pensare su questo aspetto e ho deciso di farci questo post asciutto di oggi. Per chi non lo avesse fatto, ascoltatevi tutto l'album, ne vale davvero la pena.

Il curioso caso di Benjamin Button

mercoledì 3 dicembre 2014

Uno si, due no.

Allora oggi scrivo trafelato, di corsa per lavoro e quindi probabilmente sarà un post corto, ma non per questo spero meno forte.

Voglio parlare di chi pensa che a volte sia meglio commettere due errori, per ripararne uno.
Mi spiego meglio.
Sempre più spesso sento citare Fabrizio Corona come esempio del mal funzionamento della giustizia italiana, per via del fatto che si trova recluso, per non so quanti anni, mentre altri, colpevoli di colpe ben più gravi, A SENTIRE QUALCUNO, sarebbero ancora a piede libero.

Ora, noi siamo il paese dell'approssimazione, del sentito dire.
Siamo il paese dove traboccano i discorsi fatti tanto per fare, per passare il tempo, poco importa se quel che si dice è esatto o meno, poco importa dove e con che titolo si fanno certe affermazioni.
Ma chi lo fa per lavoro, male o bene retribuito, dovrebbe almeno porsi certe domande.
Dico questo perchè, nel caso di specie, spesso le persone già tacciate di colpevolezza hanno magari passato un solo grado di colpevolezza (non lo sapete come è fatto l'ordinamento giudiziario italiano? Eppure lo insegnano a scuola), ma si sa, siamo garantisti solo quando ci fa comodo.
Dico questo perchè in tutta sta situazione si dimentica sempre che quel buzzurro di Corona è stato condannato per aggressione a pubblico ufficiale, estorsione, ricettazione, frode fiscale, truffa e una sfilza di altri reati che dovrebbero venire i brividi a metterli tutti in fila.
Dovrebbero appunto.
Perchè per molti il SANT'UOMO è in galera per 4 misere foto e rappresenta il fallimento del sistema.

E io mi ci incazzo.
Si, mi incazzo perchè in un paese dove lamentiamo come uno dei maggiori problemi la mancanza di certezza della pena, poi si sollevano polemiche per l'unico che ci riesce di tenere, GIUSTAMENTE, dentro.
La gente (non tutta per carità) si incazza per quello che è dentro, mica per quelli che dentro non ci vanno. 
Ora dico io, ma che vi sembra un ragionamento di un cervello che funziona?

Il film di oggi è mediocre, breve e molto particolare. Ma i 3' finali di monologo sono una delle cose più belle mai ascoltate, per cui vale la pena vederlo tutto. D'un fiato.


The big Kahuna



martedì 2 dicembre 2014

Io, Me (senza Irene)

Oggi mi va di essere un pelo autoreferenziale e parlo di me.
Parlo di cosa sono oggi e di quello che credo avrei voluto essere.

Quando ero piccolo mi immaginavo, ancora prima dei 30 anni, in carriera, con un lavoro appagante ed una famiglia felice e numerosa (oddio numerosa...forse mi ricordo male...).
Ma non mi fraintendete, non era un sogno, nè una ambizione. Era solo una mia piccola previsione di realtà.

Quando si dice farsi dei film.

Mi sono reso ben presto conto che questa previsione di bambino era destinata a rimanere nella mia testa e ho cominciato a spostare più avanti l'età, fino a quando non mi sono reso conto che magari non era quella la mia strada. 
Ovviamente ancora ignoro quale sia, ma credo sia il bello della vita, non sapere che percorsi segue, svoltare improvvisamente e inaspettatamente, sbagliare strada e tornare indietro, godere delle proprie scelte e mangiarsi le dita per una decisione presa, magari non proprio azzeccata.

Ho 37 anni, la barba è bianca per larga parte, ho molti meno capelli di prima (ma ancora reggono, siano santificati!!) e nonostante sia lontanissimo da quell'idea di me adulto che avevo da bambino, nonostante ancora mi senta un elefante in una cristalleria ogni volta che entro da Prenatal e negozi simili, nonostante tutto questo sono contento di quello che sono diventato.
Contento certo, non appagato. 
Si può sempre migliorare, si può sempre dare una svolta (in qualunque ambito) che contribuisca a cambiare in meglio quello che siamo. Poco o molto non è così importante.
Conta rimanere in movimento, non appiattirsi, non considerarsi arrivati, non ritenere di aver già fatto tutto quello che dovevamo. 
Non credo che proverò un tale senso di appagamento nemmeno a 80 anni, sempre se c'arrivo.
Ma del resto per riposare, fisicamente, ma soprattutto mentalmente, c'è tempo dopo morti no?

Il video di oggi segue questo filone, è una introspezione sotto forma di monologo allo specchio di quello che è il mio attore preferito, buona visione, se ancora non lo conoscete.

La 25° Ora

lunedì 1 dicembre 2014

Extras

In Nepal si usa pagare utilizzando la sola mano destra, mentre la sinistra va a toccare il gomito destro...
Lo yo-yo deriva il suo nome da una parola filippina che significa "tornare indietro"...
In India la mano sinistra non è utilizzata per mangiare in quanto considerata impura, infatti viene usata per l'igiene personale...
Gli uomini in Perù sono soliti bere da un solo bicchiere quando si trovano insieme, passandoselo di volta in volta...
Il Respiro del Drago è il più grande lago sotterraneo del mondo e si trova in Namibia...
In Indonesia gli sposi non possono andare in bagno per 3 giorni dopo il matrimonio...
L'Alaska è stata acquistata dagli USA comprandola dalla Russia per 5 centesimi l'ettaro nel 1867. All'epoca parve una follia.
Il Guatemala è il principale fornitore di caffè delle catene Starbucks. 

Tutte notizie inutili, curiosità di cui potreste benissimo fare a meno, come del resto questo blog, in cui sporadicamente verso qualche pensiero, delle considerazioni o semplici cazzate che mi va di condividere. 
Ma se togliete gli extra dalla vostra vita cosa rimane? Se togliete tutto quello che arbitrariamente decidete di aggiungere per il vostro gusto o piacere personale, quella che rimane vi sentireste di dire che è una vita che vi rappresenta?
Io credo che la risposta la sappiate già tutti.

E questo non significa che questo blog debba diventare indispensabile, ma chissà...

Siamo entrati in dicembre, -24 al Natale 2014.

Oggi inizio col botto, con un dialogo che potrà sembrare smielato ma credo ci stia davvero bene. Sempre.
Vi presento Joe Black