Dunque parliamo di cibo.
Se ne parla tantissimo, si sprecano programmi tv di ogni genere e diretti a spettatori di vario tipo.
Masterchef, Chef Rubio, Man Vs. Food, il Boss delle torte etc etc.
Alcuni parlano di alta cucina, altri di cucina improvvisata, altri ancora di cucina di strada. Qualcuno parla di pasticceria. Per qualcun altro semplicemente si tratta di fare una gran scorpacciata.
Ecco dimenticate tutto questo.
Non me ne frega niente di tornare su un tema che probabilmente è affrontato anche troppo spesso nel mondo di oggi, questo post lo scrivo dopo che una cena e un programma radiofonico mi hanno fornito due spunti culinari a distanza di pochi giorni.
Sabato sera ceno a Firenze, in una trattoria di quelle senza molte pretese estetiche, dove tutto odora di fiorentina (non la bistecca, che avrei messo maiuscola, bensì la squadra....) e di calcio storico. Dove il mangiare tipico toscano è un dovere. Dove la cottura della bistecca non si domanda. Perchè esiste un solo modo di cuocere una bistecca in Toscana.
La trattoria è "Il Brindellone", giusto dietro piazza del Carmine, e ogni volta che ci vado mangio da 10. Parto dal tagliolino al tartufo (con vero tartufo, mica quell'olio tartufato da turista...spaziale!) e poi ci metto quello che viene al momento.
Dopo 23 giorni in sudamerica, sabato sera era il momento perfetto per una bistecca come Dio comanda, accompagnata da un onestissimo piatto di fiori di zucca fritti. Roba che a essere toscani è un orgoglio.
Figlioli ve lo dico. Dopo appunto 23 giorni in territorio straniero, fatti di Cuj (porcellino d'india), filetti di alpaca, zuppe di ogni tipo, quinoa messa dappertutto (non mi fate dire dove...) tornare a casa e tagliare una bistecca alta 7 cm è qualcosa che ti dona serenità.
Se poi la bistecca è pure morbida, gustosa e fatta bene allora oltre alla serenità raggiungi quasi il nirvana.
Ho detto quasi.
Quasi perchè questo STRANAMENTE non è un post sulla bistecca, o meglio su quanto è buona la carne della bistecca nello specifico. So che pare strano, ma non lo è.
Il nirvana lo raggiungi quando mangi il grasso della bistecca. Certo, il grasso. Questa parte tanto bistrattata, questa parte scartata da tutto il genere femminile, che nella continua lotta CONTRO il grasso addosso, certo non può tollerare di ingerirlo direttamente.
Che poi diciamocelo, esteticamente non ti invoglia mica tanto, ma quando lo metti in bocca e si scioglie è una SINFONIA di gusti.
O come si fa a schifarlo così tanto? Se uno prova poi diventa dipendente, non c'è verso.
Secondo punto centrale del post di oggi: i VEGANI. Ammetto di provare una certa simpatia per questa gente. Intendo i vegani quelli di star trek (era star trek? Sono ignorante in materia....) che vengono da vega. Mi facevano simpatia ecco.
Ma quelli che non mangiano nulla di derivazione animale, ecco, io quelli non li intendo.
E vi assicuro che lo sforzo per rimanere nel politically correct è immane.
Passi non cibarsi di animali, per tutti i motivi etico-fisiologici che volete.
Ma il non mangiare formaggio, uova o qualunque altro cibo derivi dagli animali pur non avendone causato la morte mi pare proprio una forzatura.
Oggi a Radio 24 hanno fatto un programma sui vegani e parlavano di come non tutti lo facciano per protesta e/o moda, di come a volte ci siano delle intolleranze diffuse alla radice (guarda caso, ora son tutti intolleranti. Poi se dico che io sono intollerante apriti cielo....), di come altre volte ci siano motivazioni etiche.
Sento parlare una, una che tiene corsi di cucina Vegan, che dice che molta gente l'ha ringraziata di aver loro aperto gli occhi sugli allevamenti industriali e su quante efferatezze ai danni degli animali vi venivano perpetrate.
Per carità, sarà sicuramente vero (ammetto la poca informazione, ma mi fido...via diciamo mi voglio fidare), ma giustificare l'essere vegani con la repulsione agli allevamenti industriali è come nascondersi dietro un dito: non esistono forse allevamenti non industriali? Non potete andare dal contadino e prendere 1 L di latte? Io non sto a NY, ma manco sto nel paesotto di 12 anime eppure per un periodo prendevo il latte dal contadino, mi pare un filo drastica come opzione.
E poi ve lo dico dal punto di vista di uno che ha avuto un rapporto complesso col cibo, da piccolo mangiavo pochissime cose ed in quantità modeste.
Col tempo, CON LA CURIOSITA' (che muove tutto) ho imparato ad apprezzare la bellezza del cibo e del mangiare bene (mica voglio dire che mangiate male, ma limitare una parte così ampia è già un handicap enorme...), per curiosità ho mangiato vermi, grilli, cavallette e scorpioni, tralasciando tutti gli altri tipi di carni che mi sembrano anche troppo elementari.
Boh, forse io ho i paraocchi, ma secondo me se mangiate un grillo il mondo vi vorrà bene lo stesso.
Io di sicuro un pochino di più. (ma so che potete vivere bene lo stesso).
Franz Ferdinand - Ulysses
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