venerdì 5 settembre 2014

El Condor Pasa

Ci risiamo, è un botto di tempo che non scrivo niente.
Come se non bastasse non ho niente che mi scappi di scrivere. Non ho fiumi di parole (cit. Jalisse) che sgorgano dalla tastiera.
Però sono almeno parzialmente giustificato, sono stato via oltre 20 gg, girellando al freddo in sudamerica, spesso sopra i 4.000 m, tra Perù e Bolivia, luoghi che ognuno dovrebbe vedere prima o poi nella vita.
Luoghi come Machu Picchu, la cui magia si avverte già quando ad Ollantaytambo sali sul treno retrò (e nient'affatto peruviano) che ti porta fino alla posticcia cittadina di Aguas Calientes, da cui cominci l'avventura al santuario più famoso degli Inca.
Oppure luoghi come i salares boliviani, vicino al confine col Cile, dove il clima inospitale contribuisce a garantire la conservazione di un ambiente talmente bello, emozionante e vario che se ci fossero anche solo 10° C in più la notte probabilmente avrebbero trovato il modo di costruirci un centinaio di resort. 
Città come La Paz, coi suoi circa 1.000 m di dislivello tra la parte ricca (in basso!) e il sobborgo di El Alto, solo da poco collegato al centro con una funivia che consente ai più di recarsi a lavoro senza sfiorare il traffico caotico che impedisce qualunque spostamento in tempi umani.
Strade come la Carretera de la muerte, ormai utilizzata praticamente solo dai viaggiatori che vogliono provare l'ebrezza della strada più pericolosa al mondo, da percorrere rigorosamente in MTB, tenendo la sinistra, in discesa, per oltre 60 km. Una delle esperienze più divertenti che abbia mai fatto. 
O anche il lago Titicaca, tanto grande da sembrare un mare, coi suoi 3.800 m di altitudine e le sue isole, in cui la vita scorre con modi e tempi completamente diversi. Anche rispetto a Perù e Bolivia, figuriamoci al caos delle nostre città.

Ora però sono tornato e già penso al prossimo viaggio, a dove andare a Capodanno. In realtà ci pensavo prima ancora che l'aereo atterrasse e questo forse non è del tutto un bene. 
Passeranno anche questi mesi e mi sarà passata (e poi tornata) la frenesia del viaggio, in un susseguirsi continuo che scandisce benissimo i tempi, soprattutto in questi ultimi due anni.
Torno a lavorare va, che mi pare meglio...

El Condor Pasa


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