Semifinali di Champions concluse.
Due squadre tedesche in finale, una largamente prevedibile ad inizio anno, l'altra assolutamente no.
Partiamo dal Borussia e dalla semifinale col Real Madrid. Della qualità del gioco della squadra di Dortmund, come anche dell'alto livello di alcuni suoi interpreti, molto è stato detto e rimane ben poco da aggiungere. I gialloneri sono tornati ai vertici del calcio europeo dopo anni passati nei bassifondi (ed in serie B anche...), con una politica oculata fatta di pazienza e competenza. Giovani costruiti in casa o acquistati prima che esplodessero per contenere le spese, cessioni importanti (economicamente), ma livello medio mantenuto alto, se non migliorato (vedasi la cessione di Kagawa al Man Utd, con successivo acquisto di Reus). Un allenatore eclettico e quel pizzico di sfrontatezza e di fortuna necessario (nei quarti di finale a 2' dalla fine erano fuori dalla coppa...). Una squadra che mi affascina ogni giorno di più. Il Real non è riuscito ad opporre una degna resistenza e ad impensierire i tedeschi se non nei 5' finali, troppo tardi per combinare qualcosa di importante.
Continuo a non capire come sia possibile che una squadra come i blancos viva di simili alti e bassi: una rosa costruita con criterio (anche se spendendo troppo) e campioni in serie. Qualche anno fa, pur vincendo, tutti sorridevano perchè a Madrid sembravano comprare solo giocatori da centrocampo in su, comunque offensivi. Ora la rosa è ben bilanciata, hanno difensori di ottimo livello, centrocampisti adatti per le due fasi e punte straordinarie, eppure manca sempre qualcosa. Lo stesso Mourinho, che era riuscito a costruire gruppi fenomenali in ogni altra sua squadra, a Madrid ha fallito, prima ancora che nei risultati, nella costruzione di un gruppo solido. Forse è proprio questo il motivo per cui non ha vinto (quasi) niente.
Ieri sera il Bayern ha schiantato ancora una volta con facilità irrisoria la resistenza del Barca, accedendo alla terza finale in quattro anni, forse quella più meritata in assoluto. La sensazione di potenza che trasmettono è incredibile. Hanno classe, forza fisica e rigore tattico insieme, una squadra di fronte alla quale c'è solo da alzarsi ed applaudire. Non sono tra quelli che glorificano il risultato della Juve alla luce di ciò che ha fatto il Barca: da Juventino prendere 4 pere in 2 partite non può farmi MAI piacere, nemmeno a posteriori, e non riesco ad essere nemmeno un filo contento. Piuttosto, se penso a come abbiamo preso i goal all'andata, mi viene da pensare che con una difesa schierata ed attenta riesci quantomeno a contenerli, anche se poi ci vorrebbe un cecchino davanti per segnare. Il giorno del sorteggio dissi che ci era andata talmente male che peggio era impossibile. Tutti mi parlavano di Barcellona e Real, magra consolazione aver avuto ragione, speriamo solo che si riesca ad accorciare il gap, che non credo sia così enorme con le altre grandi d'Europa.
Lascio per ultimo il Barcellona. Chi mi conosce sa che non ho mai avuto simpatia per questi colori. Non sopporto il tiki-taka (per Dio, volete tirare in porta anche da fuori area o no???), che credo divertente solo per chi è tifoso del Barcellona (reti infinite di passaggi in orizzontale, ma il calcio non era fatto di verticalizzazioni?) e non sopporto quella finta signorilità che dimostrano quando vincono. E' finta si, perchè dopo sonore sconfitte (vedi Bayern andata, ma anche quella col Milan...) ho visto di ricorsi fatti per i motivi più assurdi, per il campo non regolare, per il pallone sgonfio (......). Probabilmente sono di parte e me ne rendo conto, ma non è di questo che volevo scrivere. Ieri sera mancavano Messi, Puyol, Mascherano, Abidal. Sono anni che si glorifica la cantera del Barcellona come fucina di talenti incredibili. Si è cominciato con Giovanni dos Santos, pareva il nuovo Dinho, gioca in Inghilterra e non lascia tracce. Poi c'era Bojan Krkic, al Milan via Roma, poche presenze, pochi goal ed una generale sensazione che sia un giocatore come tanti, nulla di che...
Di quelli usciti negli ultimi anni, così a braccio, mi vengono a mente:
- Pedro e Busquets (ottimi giocatori, tanto che trovano spazio nel Barca attuale, ma di certo non fenomeni...);
- Thiago Alcantara;
- Tello;
- Bartra;
- Pinto;
- Cuenca;
- Keirrison.
Non che tutte le scuole calcio producano campioni a ripetizione, però ecco, non mi pare che abbiano scoperto la formula definitiva per il calciatore perfetto, come alcuni giornalisti sembrano suggerire.
Detto ciò, non credo nemmeno che il ciclo del Barcellona sia finito. Se non sbaglio dei giocatori storici i soli Puyol e Xavi superano la trentina, i vari Messi, Sanchez, Piquè, Iniesta, Dani Alves, Jordi Alba, Pedro hanno tutti età che consentono di continuare, con innesti mirati, a ricoprire un ruolo di primo piano in Europa, ma forse l'allarmismo che si legge sui giornali spagnoli è legato al fatto che il ruolo di squadra indiscutibilmente più forte del mondo è stato ceduto e l'oroglio catalano di questo non riesce a farsene una ragione.
Asaf Avidan - Love it or Leave it
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