mercoledì 10 aprile 2013

Fiumi di parole

Sopravvissuto a un fine settimana alcolicamente devastante, in cui si è avuta la dignità di variare dalla birra, al superalcolico fino al vino e alle bollicine del Vinitaly, sono di nuovo in grado di scrivere.
Aver visto da vicino una delle massime icone trash della sottocultura popolare italiana, AL BANO, con tanto di panama bianco in testa e sorriso sornione di chi la sa lunga, è stata un'esperienza direi quasi mistica, almeno quanto l'aver scosso per 30" il bagno sebach con lo sposo dentro, fra l'ilarità generale.
Archiviamo e "passimm innanz".

Oggi faccio una classifica, visto che le adoro e non ne ho ancora fatte una. L'occasione mi è data dalla presenza, domani 11 aprile 2013, di Amelie Nothomb alla libreria Feltrinelli di Firenze, per presentare il suo nuovo libro. Lei è, senza alcuna ombra di dubbio, una delle mie scrittrici preferite, per la maggior parte di ciò che ha scritto. Oggi apro una finestra sulle mie preferenze letterarie con i miei 10 libri preferiti. Non ci sono molte scelte banali, o forse si, alcune magari lo sono molto di più di quanto io non creda....non faccio alcun riferimento alla trama ovviamente...

10. Le particelle elementari (Michel Houellebecq), grande libro, scrittura abbastanza complessa, per un romanzo con uno stile di scrittura, idee e soluzioni uniche in letteratura, peccato che si sia perso progressivamente tanto che gli ultimi lavori, come "La possibilità di un'isola" sono pressochè illeggibili;

9. Come sono diventato stupido (Martin Page), un autore pressoché sconosciuto, il libro è in ristampa da una vita (se lo trovate è solo perchè è una rimanenza in libreria), ma con spunti assolutamente meritevoli. Anche in questo caso, poche e trascurabili tracce lasciate dall'autore nel resto della carriera....

8. Una cosa divertente che non farò mai più (David Foster Wallace), qui ho avuto grandi difficoltà nella scelta del libro da inserire di DFW; mi piacciono praticamente tutti, allora sono andato al primo amore, il primo che ho letto di lui e che mi ha tramortito come solo un buon libro sa fare: un modo di scrivere e di affrontare ogni argomento con un acume ed una ironia incredibili. Peccato che non avremo più nessun nuovo libro da leggere;

7. Storie di ordinaria follia (Charles Bukowski), un'icona. Non c'è altro modo di definirlo. Imprescindibile sia per le poesie che per la sua produzione in prosa. Adoro il suo modo asciutto e incisivo di parlare della vita di ogni giorno, con quel sarcasmo amaro che lo caratterizza. Un passaggio obbligato per chi è appassionato di letteratura;

6. I fratelli Karamazov (Fedor Dostoevskij), quando si dice l'importanza dei classici. Nonostante sia un libro "importante" come mole, nel suo genere è qualcosa di inarrivabile. Se i classici fossero tutti come questo credo che i professori faticherebbero molto meno a scuola ad insegnare letteratura, invece purtroppo poi ti imbatti nel verismo e la magia dei Karamazov scompare...ma non va dimenticata!

5. Survivor (Chuck Palahniuk), la sua produzione ormai è talmente ampia che, come per Stephen King, viene il dubbio che i libri ormai glieli scriva qualcun altro. Ogni tanto sforna qualcosa di molto stimolante, ma il livello medio si è abbassato dai primi 3-4 libri, capolavori assoluti uno dietro l'altro. Certo, scrivere per tutti la vita roba come questo, Fight Club, Invisible Monsters e Soffocare sarebbe stato impossibile, ma la speranza si sa...

4. Igiene dell'assassino (Amelie Nothomb), eccola qua, ai piedi del podio, la piccola belga/giapponese. Una personalità spiccata, libri che non sono descrivibili e, viste le loro dimensioni, si fa davvero prima a leggerli che a far capire di cosa parlino. Come inizi non smetteresti mai e non si capisce come possa partorire certe storie. Genio.

3. Shantaram (Gregory David Roberts), "a rush of blood to the head". L'unico modo per descriverlo. Oltre 1200 pagine da cui non riesci a staccarti mai, dal primo momento in cui lo apri alla fine. Roba che se non fosse per la pesantezza vorresti rileggerlo più e più volte e lo chiudi solo perchè il peso ti grava sulle braccia!

2. L'opera struggente di un formidabile genio (Dave Eggers), probabilmente il giovane scrittore americano più famoso e promettente. Un libro tristissimo e sconvolgente insieme, un romanzo che va molto oltre il titolo straordinario che a suo tempo mi convinse a comprarlo e leggerlo. Oltretutto Eggers si conferma libro dopo libro, un motivo in più!

1. Insostenibile leggerezza dell'essere (Milan Kundera), inarrivabile. Forse l'unico libro che ho letto 3 volte, per di più sottolineando, perchè ogni volta apri gli occhi su passi diversi, su aspetti e storie diversi all'interno della storia principale. O lo si ama follemente o lo si detesta, non ci sono vie di mezzo.

Ecco, con molta fatica questi sono i primi 10 (ne potrei mettere 100 come Baricco in fila, ma forse è un lavoro troppo pretestuoso...), magari potrei fare lo stesso con i film....

Bugo - Nel giro giusto

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